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comincio ad avere un necessario, impellente bisogno di ferie. me ne sono accorta in questi giorni, ritrovandomi a sospirare smaniante tutte le volte in cui un/a mio/a collega diceva una cretinata delle sue.
sono insofferente, seriamente e preoccupantemente insofferente.

entrare nel mondo del lavoro mi ha permesso di conoscere persone diverse, di accorgermi che c’è tutto un mondo intorno.
alcune persone sono davvero speciali: lottano per ciò in cui credono, combattono per riuscire a raggiungere gli obiettivi che si sono proposti.
altre fingono di essere adulte: si comportano da grandi, ma vivono come dei bambini fuggendo dalle responsabilità o tuffandosi a pesce in situazioni davvero irreali e assurde.
altre combattono continuamente con i loro limiti, i loro difetti: si impegnano, cadono, si rialzano più forti di prima.
altre sono semplicemente fatte male: per loro esiste soltanto il loro mondo fatto di chiccosissime schifezze, di patine, di dottori, avvocati, “signori”. percorrono una corsia preferenziale dedicata soltanto ai “figli di…”. provocano la nausea.
c’è chi è capace e svolge il suo lavoro con passione, e chi si sente un tuttologo e parla, parla, parla soltanto per nascondere la propria ignoranza.
c’è chi ti giudica soltanto per il modo in cui ti vesti, e chi ti dona subito tutto il suo appoggio e la sua fiducia.

ho bisogno di fare una pausa, di allontanarmi per un po’ da idioti, ipocriti e saccenti.

ma è mai possibile che tutte le volte che gioco il superenalotto (il jackpot era veramente allettante questa volta) non riesco a fare neppure uno???
uffa…

ho appena fatto colazione con una mega sfoglia con gocce di cioccolato e granelli di zucchero: proprio anti-colesterolo!!
sveglia dalle otto, ché domattina c’è il secondo esame da affrontare, mi diletto ad ascoltare schoenberg e philip glass con le loro opere rispettivamente atonali/dodecafoniche e minimaliste…
e stranamente mi sento tranquilla, nonostante l’esame, nonostante le brutte giornate di questi giorni, quando avevo voglia solo di urlare e piangere. stranamente sono tranquilla, e spero che duri perché non voglio più desiderare di mandare il mondo a quel paese.

attraverso giornate buone e giornate che lo sono meno. mi impegno: passeggio, studio, lavoro e sorrido, poco.
sono stufa di cercare l’approvazione altrui, stufa di ritrovarmi per un attimo a pensare di aver sbagliato tutto e di pensare l’opposto l’attimo dopo.
voglio imparare a fregarmene del mondo e bastare solo a me stessa.
sono stanca della mia perenne insicurezza cosmica.
soluzioni cercasi.

la realtà è una faccenda molto soggettiva. non saprei come definirla, se non come una sorta di graduale accumulo di informazioni

vladimir nabokov

se non posso immaginare come sarebbe, se fosse diversamente, allora non posso nemmeno immaginare come possa essere così

wittgenstein

tranquilla giornata casalinga oggi, ché in ufficio facciamo il ponte e a casa ho un mucchio di cose da fare. quindi giornata trascorsa a studiare e a fare progetti di studio, che anche quelli non fanno mai male.

l’ironia è lo stato d’animo della consapevolezza del perdente

theodor adorno

di che vi meravigliate? di che vi stupite, se il mio maestro fu il sogno, e mille ansie provo solo per ritrovarmi nell’angusta prigione? e anche se così non fosse, mi basta il sognarlo, perché sono giunto a comprendere che tutte le umane felicità infine passano come un sogno, e oggi voglio goderne per il tempo che durerà.

pedro calderón de la barca, la vita è sogno

pensieri sparsi prima di andare a dormire, dopo che la torta per il compleanno della mamma mi ha riempito di una spaventosa quantità di zuccheri.
mi aspettano 4 giorni lontana dall’ufficio e dall’università, ho un milione di cose da fare e non vedo l’ora di starmene un po’ per conto mio chiusa in casa (a studiare!).

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