… 340, 341, 342.. finito! trecentoquarantadue pagine del manuale di storia dell’arte contemporanea sono state finalmente tutte quante lette dai miei occhi e, in parte, assimilate dal mio cervello!
non ce la facevo proprio più! non tanto perché non mi piaccia l’arte, anzi, vado sempre a tutte le mostre che organizza la mia città, e in genere rimango con la tipica espressione meravigliata dei bambini (a bocca aperta), o perché non mi piaccia imparare cose nuove (studiare rientra tra le 10 cose che farei per sempre!), anzi ho imparato tantissime cose da questa prima parte dell’assimilazione, che il cubismo viene da cezanne per esempio e che modigliani ha avuto una vita tristissima.
beh, quest’ultima informazione non è che fosse proprio nel libro, ma la cosa più bella dello studio è lo spingerti a ricercare nuove informazioni, ad accrescere le tue conoscenze, a saziare la tua fame di sapere.
ma il punto non è questo. lo strazio di questo manuale sono state le ultime 200 pagine, quando si dava ampissimo spazio ai movimenti artistici del ‘900….
mettiamo subito in chiaro che io non amo soltanto l’arte “canonica”, non sono una fan sfegatata soltanto di canova, leonardo, michelangelo… mi piace moltissimo anche l’arte astratta, l’arte concettualista.. ma certe cose, proprio non le reggo. ci sono alcuni movimenti artistici degli ultimi cinquantanni che sono del tutto incomprensibili per il mio cervello (ed il mio QI è piuttosto altino!, l’ho scientificamente misurato tramite apposito test).. passi la body art, la land art, l’arte povera… ma lo spazialismo???!
mesi fa quando insieme al mio boyfriend abbiamo visto un quadro di lucio fontana, siamo rimasti cinque minuti a fissarlo con fare perplesso….
provate anche voi: cosa vedete in concetto spaziale?, il quadro qui sotto?

tagli alla nightmare??? no, no, no, no… miei carissimi ignoranti. secondo lo spazialismo, di cui tra l’altro fontana è l’autore del manifesto, i tagli manifestano il voler andare oltre la semplice bidimensionalità della tela, il voler cercare una nuova spazialità..
e che dire dei sacchi di burri e della merda d’artista di manzoni, che doveva essere venduta al prezzo dell’oro??!
lasciamo perdere…
mi renderebbe felice sapere di avere finito… ma non è così: adesso mi aspetta l’avvincente lettura degli atti di un “interessantissimo” convegno tenutosi a roma sul rapporto tra atti e committenza. il libro è bellissimo: patinato, colmo di figure.. speriamo sia davvero interessante!!!