Amici di penna

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Oggi al lavoro mi sono commossa, se non fossi stata lì avrei pianto, di gioia forse, di una gioia inspiegabile e ingiustificabile.
Leggevo un piccolo racconto che un noto scrittore ha scritto per un’antologia per la scuola media (lavoro per una casa editrice scolastica, la “più grande del centro-sud). Era la storia di due ragazzini (italiano lui, islandese lei) che per un progetto scolastico iniziano una fitta corrispondenza, con le lettere di carta, alla vecchia maniera.
Alla fine del racconto, all’aeroporto, dove si incontrano per la prima volts, si riconosceranno immediatamente, anche se non si sono mai visti, perché sono riusciti a raccontarsi l’un l’altro così bene da conoscersi profondamente, dall’interno.

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piccolo adagio

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Occorre avere sempre consapevolezza delle proprie qualità e fare in modo che anche gli altri le riconoscano

Fase di stress profondo

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Sono giornate in cui parlo tanto da sola. In cui programmo cose da fare al millimetro, precisando ogni azione da svolgere in ogni momento: quando studiare e cosa, quando fare l’esame e di cosa, cosa comporta questo e cosa comporta quest’altro, cosa leggere (libro, fumetto o testo “scolastico”?), cosa comprare e quanto spendere, quanto risparmiare e come riuscire a farlo, ecc.
Sono sempre stata convinta che per fare qualsiasi cosa basti metodo e tecnologia, ma quanto stress!