Oggi al lavoro mi sono commossa, se non fossi stata lì avrei pianto, di gioia forse, di una gioia inspiegabile e ingiustificabile.
Leggevo un piccolo racconto che un noto scrittore ha scritto per un’antologia per la scuola media (lavoro per una casa editrice scolastica, la “più grande del centro-sud). Era la storia di due ragazzini (italiano lui, islandese lei) che per un progetto scolastico iniziano una fitta corrispondenza, con le lettere di carta, alla vecchia maniera.
Alla fine del racconto, all’aeroporto, dove si incontrano per la prima volts, si riconosceranno immediatamente, anche se non si sono mai visti, perché sono riusciti a raccontarsi l’un l’altro così bene da conoscersi profondamente, dall’interno.